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Cose da vedere all’isola Palmaria e la sua storia

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L’Isola Palmaria, la più estesa tra le isole dell’arcipelago spezzino, è patrimonio dell’Umanità UNESCO insieme alle Cinque Terre, Portovenere e alle isole del Tino e del Tinetto. La sua posizione strategica all’ingresso occidentale del Golfo della Spezia ne ha determinato, nel corso dei secoli, una rilevanza non solo geografica ma anche militare, diventando teatro di fortificazioni, insediamenti e attività estrattive di grande fascino.

Indice dei Contenuti

Isola Palmaria

Con i suoi circa due chilometri quadrati di superficie, l’isola Palmaria offre una sorprendente varietà di ambienti: dalle scogliere impervie e ricche di grotte naturali alle tranquille insenature balneabili, dalle fitte macchie mediterranee ai resti di antichi forti militari. La Palmaria è oggi una meta prediletta per gli amanti del trekking, della storia e della biodiversità, grazie anche all’inserimento all’interno del Parco Naturale Regionale di Porto Venere, che ne tutela l’ecosistema e ne regola l’accesso. Visitare l’isola Palmaria è davvero un viaggio affascinante.

Storia dell’Isola Palmaria

L’isola Palmaria, situata nel Mar Ligure di fronte al borgo di Portovenere, vanta una storia antichissima, le cui prime tracce risalgono al periodo preistorico. Le prime evidenze archeologiche provengono dalla celebre Grotta dei Colombi, uno dei più importanti siti preistorici della Liguria. In questa cavità naturale furono rinvenuti reperti risalenti al Paleolitico e al Neolitico, tra cui resti umani, utensili in selce e ossa di animali, a testimonianza di una presenza animale e umana stabile. La posizione strategica rese l’isola fin da subito un punto di interesse per popolazioni antiche che ne sfruttarono le risorse naturali, come la pesca e la raccolta di molluschi.

Età romana e Medioevo

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Durante l’epoca romana, l’isola mantenne una funzione secondaria rispetto alla costa, ma la sua vicinanza a Portovenere e alla Via Aurelia le garantì un ruolo di supporto nelle rotte marittime. Nell’Alto Medioevo, l’isola Palmaria venne coinvolta nei conflitti tra le repubbliche marinare e divenne parte del sistema difensivo della Repubblica di Genova. Le tracce di questo periodo sono evidenti nei resti di antichi edifici militari e nei documenti che attestano la presenza di monaci e pescatori. Le incursioni saracene, frequenti tra il IX e il X secolo, spinsero alla costruzione di rifugi e strutture difensive sull’isola, facendo dell’isola un baluardo contro gli attacchi provenienti dal mare.

San Venerio, figura di grande rilievo nella tradizione religiosa ligure, nacque sull’isola Palmaria intorno all’anno 560. Sarebbe stato proprio sull’isola che il santo avrebbe intrapreso il suo cammino spirituale, iniziando la vita monastica presso un piccolo cenobio dedicato a San Giovanni. Sebbene oggi non resti alcuna traccia visibile di tale insediamento, è attestato che esso fosse retto dai monaci benedettini. Le fonti medievali suggeriscono inoltre l’esistenza di un piccolo nucleo abitato sorto in prossimità del monastero, noto come borgo di San Giovanni, anch’esso completamente scomparso con il trascorrere dei secoli.

Nel corso del XII secolo, l’isola Palmaria passò sotto il controllo della Repubblica di Genova, in seguito a una cessione da parte dei Signori di Vezzano. In quel periodo l’isola era caratterizzata da un paesaggio agricolo rigoglioso, con estesi vigneti e uliveti. Tuttavia, a causa delle frequenti ostilità tra le potenze marinare di Genova e Pisa, l’isola fu oggetto di ripetute devastazioni. Un evento particolarmente distruttivo si verificò nel 1282, quando un’imponente incursione pisana portò alla completa distruzione del borgo e della chiesa. Di questi edifici non resta oggi alcuna testimonianza materiale.

Epoca moderna e fortificazioni napoleoniche

Nel corso del XVIII e XIX secolo, l’isola conobbe una nuova stagione di sviluppo militare. Sotto il dominio napoleonico, l’isola Palmaria fu fortificata per proteggere l’ingresso del Golfo della Spezia. Fu in questo periodo che nacquero molte delle strutture oggi ancora visibili, come la Batteria Semaforo e il Forte Cavour. La Batteria Semaforo, posta sul punto più alto dell’isola, serviva da postazione di avvistamento e comunicazione ottica. Le nuove tecniche militari e le innovazioni tecnologiche dell’epoca portarono alla costruzione di edifici robusti, con murature spesse e strutture capaci di resistere ai bombardamenti.

Secolo XX e Seconda Guerra Mondiale

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Durante la prima metà del Novecento, l’isola Palmaria continuò ad avere un ruolo strategico nella difesa costiera. Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, l’isola fu ulteriormente militarizzata. Bunker, postazioni antiaeree e depositi di munizioni furono costruiti in vari punti dell’isola, molti dei quali sono ancora visibili e visitabili. Alcuni di questi rifugi sotterranei, scavati direttamente nella roccia, offrivano protezione contro i bombardamenti aerei. Dopo la guerra, molte di queste strutture caddero in disuso, ma oggi rappresentano un importante patrimonio storico e culturale.

Etimologia

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Il nome Palmaria ha origini incerte, ma secondo le interpretazioni più accreditate potrebbe derivare dal latino “palma”, che nel mondo romano aveva diversi significati simbolici e geografici. Una delle ipotesi principali è che il nome si riferisca alle fronde di palma, simbolo di vittoria, pace e santità, e potrebbe essere stato attribuito per indicare un luogo sacro o di particolare bellezza e tranquillità. In alternativa, è stato anche suggerito che il termine potesse riferirsi a una pianta presente in epoca antica sull’isola (sebbene le palme non siano originarie della flora mediterranea spontanea), o più plausibilmente alla forma del territorio vista dal mare, che può vagamente ricordare una mano aperta, ovvero una “palma”. Un’altra teoria collega il nome all’antico borgo o monastero dedicato a San Giovanni, talvolta citato nei documenti medievali come “de Palmarìa”, a conferma di un’antica toponomastica religiosa.

Geografia e caratteristiche naturali

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L’isola Palmaria si estende per circa 1,89 km² ed è la maggiore delle tre isole dell’arcipelago spezzino, insieme a Tino e Tinetto. La sua forma triangolare è delineata da coste frastagliate e ripide scogliere a picco sul mare, in particolare sul versante occidentale. Il punto più alto dell’isola raggiunge i 188 metri s.l.m. ed è caratterizzato da una fitta macchia mediterranea. La conformazione geologica dell’isola è di tipo calcareo, con numerose grotte marine e cavità carsiche. Tra queste spicca la già citata Grotta dei Colombi, ma vi sono anche altre cavità minori di interesse speleologico.

Il clima dell’isola è tipicamente mediterraneo, con inverni miti e estati calde e secche. Questo microclima favorisce una straordinaria biodiversità. L’isola Palmaria ospita una ricca varietà di flora, tra cui piante endemiche e rare, come la Centaurea cineraria veneris. La fauna comprende specie di uccelli marini, rettili e piccoli mammiferi. L’area marina che circonda l’isola è protetta e appartiene al Parco Naturale Regionale di Porto Venere, riconosciuto anche come sito UNESCO. Le acque cristalline e le praterie di Posidonia oceanica rendono l’isola un ecosistema unico nel panorama ligure.

Popolamento e presenza umana

Nonostante la sua vicinanza alla terraferma, l’isola Palmaria non ha mai avuto una popolazione numerosa. Gli insediamenti storici erano limitati a piccole comunità di pescatori e militari. Durante il XIX secolo, con l’aumento della militarizzazione, si registrò una crescita degli abitanti legata principalmente alla presenza dell’esercito e delle loro famiglie. Alcune abitazioni civili furono costruite per ospitare i lavoratori delle cave e dei forti.

Oggi l’isola è quasi disabitata stabilmente, ma durante la stagione estiva accoglie numerosi turisti e visitatori giornalieri. Alcune case private sono ancora utilizzate come residenze estive. L’accesso principale all’isola avviene tramite battelli da Portovenere, e i visitatori possono percorrere i sentieri escursionistici o esplorare le coste in barca. Sebbene non ci siano hotel di grandi dimensioni sull’isola, sono presenti alcuni ristoranti, bar e stabilimenti balneari.

Isola Palmaria trekking

isola palmaria trekking
Parco Naturale Portovenere

L’isola Palmaria offre una rete di sentieri ben mantenuti, adatta sia a escursionisti esperti che a semplici amanti della natura. Il percorso più noto è quello che compie il periplo dell’isola, offrendo viste spettacolari su Portovenere, il Tino e l’orizzonte marino. Altri sentieri conducono alla sommità dell’isola, dove si trovano la Batteria Semaforo e punti panoramici di grande suggestione. Ecco i sentieri dell’isola Palmaria.

Sentiero del Periplo dell’Isola (Anello Costiero)

periplo dell'isola
AllTrails

Lunghezza: circa 5,5 km
Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 2h30 – 3h (senza soste)
Partenza: Cala dell’Approdo / Terrizzo
Arrivo: stesso punto (sentiero ad anello)

Questo è il sentiero più famoso e panoramico dell’isola Palmaria, in quanto consente di compiere il periplo completo dell’isola lungo la costa. Il percorso, ad anello, si sviluppa in senso orario o antiorario, passando attraverso punti di straordinaria bellezza come la Cala della Fornace, la Grotta Azzurra, il Pozzale, e il tratto di scogliera occidentale. La vista spazia sul Golfo dei Poeti, sull’isola del Tino, su Portovenere e, nei giorni limpidi, fino alla costa toscana.

Alcuni tratti sono stretti e leggermente esposti, ma sempre ben segnalati. La presenza di resti militari, cave dismesse e punti di osservazione rende il percorso anche di grande interesse storico. È consigliato percorrerlo con scarpe da trekking, soprattutto per il tratto occidentale, più scosceso.

Sentiero del Semaforo (Terrizzo – Batteria del Semaforo)

Lunghezza: circa 1,8 km
Difficoltà: medio-alta
Tempo di percorrenza: 45 minuti – 1h
Partenza: Terrizzo (punto di attracco dei battelli)
Arrivo: Batteria del Semaforo (cima dell’isola)

Il sentiero conduce al punto più alto dell’isola Palmaria (188 m s.l.m.), dove si trova la storica Batteria del Semaforo, da cui si gode un panorama a 360° sull’arcipelago spezzino e sul mare aperto. Il percorso si sviluppa in salita costante, con pendenze talvolta accentuate, ma sempre su fondo battuto o gradinate in pietra. È fiancheggiato da vegetazione tipica della macchia mediterranea e offre numerosi scorci sul mare.

La salita è consigliata a escursionisti moderatamente allenati; in estate, va affrontata nelle ore più fresche, poiché il sentiero è in parte esposto al sole. La cima rappresenta una delle mete più suggestive dell’isola, anche per la presenza della struttura militare.

Sentiero della Strada dei Condannati (Dal Pozzale alle Cave)

Lunghezza: circa 1,5 km
Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 30 – 40 minuti
Partenza: zona del Pozzale
Arrivo: aree delle cave e della Fornace

Questo sentiero, noto storicamente come “Strada dei Condannati”, segue il percorso utilizzato dai detenuti impiegati nei lavori forzati nelle cave di marmo nero. Il tracciato si sviluppa lungo l’interno dell’isola, tra vegetazione spontanea, ruderi di strutture carcerarie e testimonianze dell’attività estrattiva. È un sentiero ricco di fascino storico, che permette di comprendere una parte poco nota della storia dell’isola.

Il fondo è misto, con tratti in pietra e sterrato, e dislivelli moderati. Lungo il percorso sono presenti pannelli informativi che raccontano la storia delle cave e dei lavoratori. È particolarmente indicato per chi desidera un’escursione culturale e meno turistica.

Sentiero del Pozzale (da Terrizzo alla Cala del Pozzale)

Lunghezza: circa 1,2 km
Difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 25 – 30 minuti
Partenza: Terrizzo
Arrivo: Cala del Pozzale

Sentiero di collegamento diretto tra l’attracco principale e una delle calette più celebri dell’isola, il Pozzale, dove si trovano le antiche cave. Il sentiero è semplice, adatto anche a famiglie, e si sviluppa lungo un tracciato pianeggiante o leggermente ondulato, in un ambiente verdeggiante e ombreggiato.
Rappresenta un accesso comodo alla zona sud-orientale dell’isola e può essere un primo contatto con le aree naturali e storiche della Palmaria. Alla fine del percorso, si raggiunge una piccola spiaggia di sassi bianchi, molto apprezzata per la balneazione.

Sentiero della Fornace (dalle Cave alla Cala della Fornace)

Lunghezza: circa 0,8 km
Difficoltà: bassa
Tempo di percorrenza: 15 – 20 minuti
Partenza: area cave
Arrivo: Cala della Fornace

Breve sentiero secondario che collega la zona delle cave storiche alla Cala della Fornace, passando per un paesaggio dominato da ruderi industriali e terrazze naturali a picco sul mare. Questo percorso consente di visitare i resti della vecchia fornace per la calce e di accedere a una delle calette più tranquille e incontaminate dell’isola. È un sentiero adatto a tutti, ma privo di punti d’ombra, quindi da percorrere con protezione solare nelle ore centrali del giorno.

Isola Palmaria spiagge

isola palmaria spiagge

Le spiagge dell’isola Palmaria sono poche ma incantevoli. Tra le più frequentate vi è la spiaggia di Punta Secco e quella della Punta della Marinella. Queste spiagge sono raggiungibili a piedi tramite sentieri e offrono acque cristalline, ideali per la balneazione. Le spiagge sono in parte attrezzate, con la possibilità di noleggiare ombrelloni e lettini. Tuttavia, la maggior parte delle calette conserva un aspetto selvaggio. La balneazione è sicura e regolamentata, con aree delimitate per la protezione della fauna marina. Ecco le spiagge della isola Palmaria.

Spiaggia del Terrizzo (o dell’Approdo)

terrizzo palmaria
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Posizione: lato nord-est dell’isola, nei pressi dell’approdo principale
Accessibilità: molto facile (raggiungibile in pochi minuti dallo sbarco)
Tipo di fondo: sabbia e ghiaia
Servizi: bar, ristorante, noleggio lettini e ombrelloni, pontile, bagni
Caratteristiche: ideale per famiglie e bagnanti occasionali

La Spiaggia del Terrizzo è la principale area balneare attrezzata dell’isola e rappresenta il punto di accesso più comodo per chi arriva da Portovenere con il battello. La spiaggia è dotata di un piccolo lido, con possibilità di affittare attrezzature balneari e pranzare presso una struttura ristorativa nelle immediate vicinanze. Il fondale digrada dolcemente, rendendola particolarmente adatta ai bambini. L’ambiente è curato, ma mantiene un aspetto naturale, con vista privilegiata sul borgo di Portovenere e sulle scogliere della costa.

Spiaggia di Punta Secco

spiaggia di punta secco

Posizione: lato nord dell’isola, poco distante dal Terrizzo, di fronte a Portovenere
Accessibilità: molto facile (5–10 minuti a piedi dall’approdo principale)
Tipo di fondo: ciottoli e scogli bassi
Servizi: spiaggia libera e attrezzata, ristorante
Caratteristiche: tranquilla, comoda, con splendida vista su Portovenere

La Spiaggia di Punta Secco è una delle più facilmente accessibili dell’isola Palmaria, situata a breve distanza dal punto di attracco dei battelli presso il Terrizzo. Si tratta di una spiaggia libera, ma anche attrezzata con stabilimenti balneari e ristorante, che mantiene un carattere semplice e naturale. Il fondale è composto da ciottoli levigati e rocce piatte, ideali per stendersi al sole o per fare brevi tuffi.

Particolarmente apprezzata da chi cerca un angolo tranquillo senza allontanarsi troppo dai punti di accesso, la spiaggia offre una vista magnifica sul borgo di Portovenere, che si staglia sulla costa opposta.

Cala del Pozzale

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Posizione: costa sud-orientale
Accessibilità: facile (circa 25 minuti a piedi da Terrizzo) o battello
Tipo di fondo: ciottoli bianchi levigati
Servizi: balneazione libera, piccola area ombreggiata, ristorante
Caratteristiche: luogo silenzioso, atmosfera selvaggia e mare limpido

Questa cala, situata nei pressi delle antiche cave di marmo nero, è una delle più affascinanti dell’isola. I ciottoli bianchi che ne compongono il fondale riflettono la luce solare, rendendo l’acqua particolarmente chiara e trasparente. Il contesto è integro, circondato da pareti rocciose e vegetazione mediterranea. Vi arrivano i battelli che partono dal Molo Italia a La Spezia.

Cala della Fornace

cala della fornace

Posizione: lato sud dell’isola, poco distante dal Pozzale
Accessibilità: media (si raggiunge tramite sentieri interni o per via mare)
Tipo di fondo: roccia piatta, scogli e piccoli ciottoli
Servizi: nessuno
Caratteristiche: luogo remoto, frequentato da escursionisti e naturisti

La Cala della Fornace prende il nome dall’antico impianto industriale per la produzione di calce che sorgeva nelle vicinanze. La spiaggia è in ciottoli, ottima per la sosta al sole e per tuffi in mare. La mancanza di servizi e la difficoltà di accesso la rendono meno affollata, ideale per chi cerca tranquillità assoluta. È molto apprezzata anche per lo snorkeling, grazie alla ricchezza di fauna marina e alla vicinanza di scogli sommersi.

Punta della Marinella

Posizione: versante nord-orientale dell’isola
Accessibilità: media/difficile (circa 40–50 minuti a piedi su sentieri impervi)
Tipo di fondo: scogli, ciottoli, piccole lingue sabbiose
Servizi: nessuno
Caratteristiche: selvaggia, panoramica

La Punta della Marinella offre alcune delle calette più nascoste e pittoresche dell’isola. Il tratto di costa è frastagliato e caratterizzato da insenature naturali che creano piccole spiagge tra gli scogli. Il mare è profondo e cristallino, ideale per chi ama nuotare e fare immersioni. La zona è poco frequentata per via della maggiore difficoltà di accesso, ma proprio per questo regala un’esperienza più autentica. È consigliabile accedervi con scarpe adeguate e portando acqua e protezione solare.

Spiaggia dei Gabbiani

spiaggia dei gabbiani

Posizione: versante sud-orientale dell’isola
Accessibilità: via mare
Tipo di fondo: scogli, ciottoli, lingue di sabbia
Servizi: nessuno
Caratteristiche: selvaggia

La spiaggia dei Gabbiani si apre tra Punta Marinella e il Pozzale, è caratterizzata da un’alta falesia bordata dalla vegetazione mediterranea. Si tratta di una spiaggia selvaggia, senza servizi, accessibile via mare dove le acque sono cristalline. Il fondale è subito profondo. La spiaggia è formata da ciottoli e lingue di sabbia.

Cala della Grotta Azzurra

Posizione: costa sud-occidentale, vicino alla famosa grotta
Accessibilità: solo via mare (in kayak o piccole barche)
Tipo di fondo: roccioso
Servizi: nessuno
Caratteristiche: spettacolare per la luce riflessa e la natura intatta

Questa piccola cala si trova nei pressi della celebre Grotta Azzurra, ed è raggiungibile esclusivamente dal mare. Il fondale è roccioso, e la balneazione è consigliata solo a nuotatori esperti. Tuttavia, è uno dei luoghi più suggestivi dell’intera isola: l’acqua assume tonalità azzurre intense grazie alla rifrazione della luce all’interno della grotta, creando un’atmosfera magica. È frequentata soprattutto da escursionisti in kayak o in escursioni guidate.

Cose da vedere all’isola Palmaria

cose da vedere all'isola palmaria
Palmaria nel cuore

Oltre alle fortificazioni, l’isola ospita edifici di interesse storico come le cave di marmo portoro, oggi dismesse. Le antiche cave testimoniano un’intensa attività estrattiva che ha caratterizzato l’isola fino al secolo scorso. Il marmo estratto era utilizzato per costruzioni di pregio in tutta la Liguria.

I visitatori possono seguire percorsi che collegano i principali punti di interesse, come le grotte naturali, i forti e le cave. Questi itinerari permettono di scoprire il passato dell’isola in modo organico, unendo natura e cultura. Ecco le cose da vedere all’isola Palmaria.

La Grotta dei Colombi

grotta dei colombi
Catalogo Beni Culturali

La Grotta dei Colombi, situata sul versante sud-occidentale dell’isola Palmaria, rappresenta uno dei più significativi siti archeologici della Liguria. La cavità, aperta su una parete calcarea a picco sul mare e difficilmente accessibile senza attrezzatura adeguata, ha restituito testimonianze inestimabili della presenza umana e animale durante il Paleolitico superiore e il Neolitico. Le prime indagini archeologiche sistematiche risalgono agli inizi del Novecento e furono successivamente approfondite nel dopoguerra, portando alla luce resti ossei, strumenti litici in selce e frammenti ceramici.

Particolarmente rilevanti sono i reperti appartenenti alla cultura epigravettiana, con chiari collegamenti culturali con altri siti del bacino mediterraneo. Inoltre, nella grotta furono scoperti resti di fauna pleistocenica, tra cui cervi, cinghiali e orsi, che testimoniano l’ecosistema del tempo. Questi dati indicano che la cavità fu frequentata regolarmente da gruppi umani, probabilmente nomadi, che la utilizzavano come rifugio temporaneo e come punto strategico per la caccia e l’approvvigionamento.

Aspetti geologici e valore naturalistico

Dal punto di vista geologico, la Grotta dei Colombi è una cavità carsica formatasi per l’erosione dell’acqua nelle rocce calcaree dell’isola, fenomeno tipico della morfologia dell’intera Palmaria. La grotta si apre a circa 30 metri sul livello del mare ed è lunga circa 40 metri, con una profondità di 18 metri e una larghezza media di 8. L’ambiente interno è caratterizzato da concrezioni calcaree, stalattiti e stalagmiti, che ne accrescono il valore paesaggistico. L’accesso difficile e la posizione impervia hanno contribuito a preservarne l’integrità per secoli, evitando alterazioni significative dovute alla frequentazione umana moderna. Oggi, la grotta è inserita in percorsi di visita esclusivamente guidati, nel rispetto delle normative ambientali e archeologiche.

Il Forte Cavour

forte cavour
Città della Spezia

Tra le cose da vedere all’isola Palmaria, il Forte Cavour è una delle strutture militari più rilevanti del territorio e testimonia l’importanza strategica dell’arcipelago spezzino nella difesa del Golfo della Spezia. La sua costruzione ebbe inizio nella seconda metà dell’Ottocento, in un periodo in cui l’area era sotto il controllo del Regno di Sardegna, divenuto poi Regno d’Italia. Intitolato a Camillo Benso di Cavour, statista protagonista dell’Unità d’Italia, il forte fu concepito per rispondere alle esigenze della difesa costiera e del controllo marittimo. Il nucleo centrale era chiamato Forte Palmaria.

Situato in posizione dominante al centro dell’isola, esso era parte di un sistema più ampio di fortificazioni che comprendeva anche la Batteria Semaforo e altre strutture disposte tra Portovenere e le isole circostanti. La sua pianta regolare, le robuste mura in pietra locale e l’organizzazione interna, con postazioni di artiglieria e locali sotterranei per le munizioni, ne fanno un perfetto esempio di architettura militare ottocentesca. Il forte ospitava una guarnigione permanente ed era dotato di sistemi di comunicazione visiva per collegarsi con le postazioni circostanti.

Architettura, conservazione e valore culturale

Il Forte Cavour si presenta oggi come una struttura imponente ma armoniosamente inserita nel contesto naturale dell’isola Palmaria. La costruzione è realizzata prevalentemente in pietra calcarea locale, con spesse murature progettate per resistere agli attacchi di artiglieria. L’interno è suddiviso in diversi ambienti funzionali: magazzini, camerate, punti di osservazione e un cortile centrale, oltre a camminamenti coperti che facilitavano lo spostamento dei militari anche in condizioni climatiche avverse. Con la fine della sua funzione militare nel secondo dopoguerra, il forte venne gradualmente abbandonato, ma negli ultimi decenni sono stati avviati progetti di recupero e valorizzazione.

Attualmente, è parzialmente accessibile al pubblico nell’ambito di visite guidate e itinerari storico-culturali. La sua posizione panoramica, con una vista privilegiata sul Golfo dei Poeti e sulle coste liguri, lo rende anche un punto di interesse paesaggistico. Oltre al valore storico, il Forte Cavour è oggi riconosciuto come patrimonio culturale, simbolo della memoria militare italiana e parte integrante del circuito turistico e didattico del Parco Naturale Regionale di Porto Venere.

La Grotta Azzurra

grotta azzurra
Catasto Speleologico Ligure

La Grotta Azzurra dell’isola Palmaria è una delle cavità marine più affascinanti dell’intero arcipelago spezzino. Situata lungo la costa nord-occidentale dell’isola, è accessibile esclusivamente via mare, preferibilmente con piccole imbarcazioni o kayak, data la conformazione stretta dell’ingresso e la bassa altezza della volta. La grotta si sviluppa all’interno della parete calcarea in una cavità di dimensioni contenute ma di grande impatto scenografico. Il nome “Azzurra” deriva dal fenomeno ottico che si verifica all’interno: la luce solare, riflessa dal fondale sabbioso e filtrata dall’acqua marina, crea un’intensa luminescenza azzurra che illumina l’interno della grotta.

Oltre al suo valore estetico, la Grotta Azzurra riveste una notevole importanza ecologica. Al suo interno si trovano piccoli ecosistemi marini che prosperano grazie alla protezione offerta dall’ambiente chiuso e alla limpidezza delle acque. Spugne, piccoli crostacei e banchi di pesci trovano rifugio tra le rocce sommerse, mentre le pareti interne sono colonizzate da alghe e organismi incrostanti. Questo ambiente delicato è tutelato all’interno delle misure di protezione del Parco Naturale Regionale di Porto Venere, che ha stabilito norme di accesso e fruizione per limitare l’impatto antropico.

La Batteria del Semaforo

Batteria del Semaforo palmaria
Wikiloc

La Batteria del Semaforo rappresenta uno dei punti nevralgici del sistema difensivo realizzato sull’isola Palmaria tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Situata sulla sommità dell’isola, a circa 188 metri sul livello del mare, la sua collocazione fu scelta per l’eccellente visuale sull’intero Golfo della Spezia, sul Canale di Portovenere e sulle isole Tino e Tinetto. Costruita per ospitare una stazione di segnalazione ottica e avvistamento, la batteria aveva lo scopo primario di monitorare il traffico navale e trasmettere segnali alle postazioni militari vicine.

Dotata inizialmente di un sistema semaforico visivo, successivamente aggiornato con apparati di comunicazione telegrafica, la struttura svolse un ruolo chiave nelle comunicazioni costiere fino alla metà del Novecento. Oltre a fungere da vedetta, la batteria era provvista di postazioni per l’artiglieria leggera, utilizzata per la difesa a corto raggio e per respingere eventuali attacchi provenienti dal mare o dal cielo.

Architettura, conservazione e valorizzazione

Anticamente, in corrispondenza dell’attuale Stazione Segnali, vi era una torre circolare, per l’osservazione e l’allarme contro i pirati barbareschi. La Marina Militare vi installò una stazione semaforica che diede il nome al sito. La struttura della Batteria del Semaforo è sobria ma funzionale, in linea con l’architettura militare dell’epoca. Costruita in pietra locale, presenta una serie di ambienti interni destinati a ospitare il personale di servizio, i depositi di munizioni e le apparecchiature di segnalazione. L’edificio principale è circondato da terrazze panoramiche e postazioni sopraelevate, che garantivano una copertura visiva a 360 gradi.

Nel 1962 la batteria Semaforo è stata definitivamente smantellata e dal 1994 è Centro di Educazione Ambientale con alloggi e cucina. La batteria è raggiungibile tramite il sentiero che sale da Punta Secco, ben segnalato, e costituisce una delle mete più apprezzate dai visitatori dell’isola, grazie anche al panorama straordinario che si gode dalla sua posizione elevata.

La Strada dei Condannati

Strada dei Condannati
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La cosiddetta “Strada dei Condannati” è un antico percorso pedonale che si snoda all’interno dell’isola Palmaria e rappresenta uno dei tratti più suggestivi dal punto di vista storico e paesaggistico. Il nome, evocativo e drammatico, si riferisce all’uso che questa via ebbe nel passato: era infatti il tracciato utilizzato per il trasferimento dei detenuti tra il piccolo penitenziario dell’isola e le cave di portoro, dove venivano impiegati come manodopera forzata. Il lavoro estrattivo, faticoso e pericoloso, costituiva una forma di pena e di impiego obbligato per coloro che erano condannati ai lavori forzati.

Questo tratto di strada era sorvegliato costantemente da guardie armate e delimitato da tratti scoscesi e isolati, che rendevano pressoché impossibile la fuga. La testimonianza di questa realtà carceraria, poco nota al grande pubblico, conferisce alla strada un alto valore storico e un simbolo di una delle tante funzioni che l’isola Palmaria ha ricoperto nel corso del tempo. E’ sicuramente una delle cose da vedere all’isola Palmaria.

Percorso attuale

Oggi la Strada dei Condannati è stata riconvertita in un affascinante sentiero escursionistico, perfettamente inserito nella rete di percorsi naturalistici che attraversano l’isola Palmaria. Il tragitto, restaurato e segnalato, consente di percorrere un tratto panoramico che si snoda tra vegetazione mediterranea e antiche testimonianze di attività umane, come muretti a secco, ruderi di strutture carcerarie e le cave ormai dismesse. Lungo il cammino, i visitatori possono ammirare scorci mozzafiato sul mare e comprendere, grazie a pannelli informativi, la complessa stratificazione storica e sociale del luogo.

Il Pozzale e le antiche cave

cave palmaria sergio pennisi
Sergio Pennisi

La località del Pozzale, situata sul versante sud-orientale dell’isola Palmaria, si presenta come una piccola baia naturale incastonata tra alte scogliere calcaree e una fitta vegetazione mediterranea. Questo angolo dell’isola, oggi frequentato per la sua bellezza paesaggistica e l’acqua cristallina, è stato in passato un punto nevralgico per l’attività estrattiva. Fin dal XIX secolo, infatti, il Pozzale fu il centro operativo delle cave di marmo nero, una pietra pregiata utilizzata per costruzioni civili e militari in tutta la Liguria.

Il porto naturale offriva una comoda via di accesso per il trasporto dei blocchi di marmo verso la terraferma, rendendo l’area un crocevia commerciale e industriale. La conformazione protetta della baia ne faceva anche un ancoraggio sicuro per piccole imbarcazioni. Oggi, la memoria di queste attività è conservata attraverso i ruderi delle strutture di carico e dei sentieri utilizzati dai lavoratori per il trasporto dei materiali.

Le cave di marmo nero o portoro

Tra  le cose da vedere all’isola Palmaria, le cave del Pozzale sono uno degli esempi più rilevanti di archeologia industriale del territorio. Scavate direttamente nelle pareti rocciose che circondano la baia, queste cave erano fonte di estrazione del cosiddetto “marmo nero di Portovenere”, o portoro, una pietra sedimentaria scura, compatta e molto apprezzata per l’edilizia storica ligure. L’estrazione avveniva in condizioni estremamente difficili: i condannati ai lavori forzati, provenienti dalle carceri militari dell’isola, erano impiegati in turni durissimi, lavorando con scalpelli e leve per ricavare blocchi che venivano poi trasportati a spalla lungo la Strada dei Condannati fino al punto d’imbarco.

Fornace e Cala della Fornace

La località denominata Fornace, situata nella parte orientale dell’isola Palmaria, prende il nome dalla presenza storica di un impianto produttivo per la cottura della calce, un’attività industriale di rilievo per l’economia dell’isola tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. La calce veniva ottenuta dalla combustione della pietra calcarea locale, abbondante sull’isola, e trovava impiego nella costruzione di infrastrutture civili e militari, sia sull’isola stessa che sulla terraferma. La fornace, oggi in stato di rudere, è un importante esempio di archeologia industriale e testimonia l’evoluzione delle attività economiche che si sono susseguite sulla Palmaria.

Era costituita da una struttura verticale a pozzo, con camera di combustione inferiore e bocche di carico superiori. La posizione della fornace, non lontana dal mare, consentiva il facile trasporto dei materiali lavorati mediante piccole imbarcazioni che attraccavano nella vicina cala. Questo complesso rappresentava un fulcro produttivo e logistico all’interno dell’isola, in stretta connessione con le altre attività estrattive e di trasformazione.

La Cala della Fornace

La Cala della Fornace, adiacente alla struttura produttiva di cui porta il nome, è una delle insenature più caratteristiche e tranquille dell’isola Palmaria. Protetta da una cornice di pareti rocciose e da una vegetazione rigogliosa, la cala offre un paesaggio di grande suggestione. Le acque calme e limpide ne fanno oggi una meta privilegiata per escursionisti e amanti del mare, che vi giungono a piedi attraverso sentieri ben tracciati o via mare con imbarcazioni leggere.

Il Forte Umberto I

forte umberto I
Città della Spezia

Il Forte Umberto I è una delle più importanti opere militari realizzate sull’isola Palmaria e rappresenta un’eccellenza nell’ambito dell’ingegneria difensiva ottocentesca. La sua costruzione fu avviata nel corso del XIX secolo, durante il regno di Umberto I di Savoia, da cui prende il nome, in un contesto storico in cui il controllo del Golfo della Spezia rivestiva un’importanza strategica crescente. Il forte fu edificato in posizione elevata e sulla punta nord-orientale, in modo da garantire un’ampia visuale sul tratto di mare antistante e mantenere un collegamento ottico diretto con le altre strutture difensive presenti sull’isola e sulla costa.

Era destinato a ospitare una guarnigione militare e diverse postazioni per artiglieria pesante, disposte lungo bastioni e terrazze murarie. L’edificio, di pianta regolare, era dotato di magazzini, dormitori, depositi di munizioni e cunicoli sotterranei, pensati per garantire resistenza, autonomia logistica e protezione in caso di attacco. La sua imponente architettura riflette l’evoluzione della strategia militare italiana in un’epoca di transizione tra guerra navale classica e difesa moderna.

Conservazione e accessibilità

Attualmente il Forte Umberto I si trova in uno stato di conservazione parziale, con alcune porzioni della struttura ancora integre e visitabili in occasioni speciali, mentre altre sono soggette a interventi di recupero. Nonostante il disuso seguito alla dismissione delle funzioni militari nel secondo dopoguerra, il sito ha mantenuto un alto valore storico e simbolico. La posizione panoramica e la complessità architettonica ne fanno un punto di forte attrazione per studiosi, escursionisti e appassionati di storia militare.

Torre Scola

torre scola
@nk7

La Torre Scola, detta anche “Torre Scuola”, è una fortificazione marittima seicentesca situata su uno scoglio affiorante a breve distanza dalla costa nord-orientale dell’isola Palmaria. Edificata nel 1606 dalla Repubblica di Genova, la torre fu concepita come presidio difensivo per il controllo strategico del Canale di Portovenere, in un periodo storico in cui le incursioni navali, soprattutto da parte di pirati e potenze rivali, rappresentavano una minaccia concreta.

La sua costruzione si colloca nel contesto di un più ampio sistema di difesa costiera voluto dai genovesi per proteggere lil golfo della Spezia, nonché le rotte commerciali liguri. Realizzata con pietra locale, la torre presenta una pianta pentagonale e mura spesse quattro metri, capaci di resistere ai colpi d’artiglieria. Era originariamente dotata di una guarnigione e armamenti leggeri, con spazi destinati a deposito e alloggio. La sua posizione isolata ma ben visibile la rendeva un punto di osservazione e di primo allarme fondamentale per il coordinamento con le batterie costiere di Palmaria e Portovenere.

La storia di Torre Scola

torre scola palmaria
Wikimedia Commons

Nel corso dei secoli, Torre Scola ha subito diversi rimaneggiamenti strutturali e modifiche funzionali. Durante l’età napoleonica fu rinforzata per adattarsi alle nuove esigenze belliche, ma a partire dal XIX secolo venne progressivamente dismessa e abbandonata. Nel contesto delle prime guerre napoleoniche, Torre Scola fu protagonista degli scontri navali avvenuti il 23 gennaio 1800, che videro contrapposte le flotte britanniche e francesi nelle acque del Golfo della Spezia. Durante questi combattimenti, la torre subì gravi danneggiamenti a causa delle intense cannonate inglesi, le quali provocarono, tra l’altro, la parziale distruzione della sua cortina muraria, come si può vedere ancor oggi. A seguito di tali danni strutturali, la fortificazione fu progressivamente abbandonata già nella prima metà del XIX secolo, ritenuta ormai inadatta a svolgere un’efficace funzione difensiva.

Nel 1915, la Regia Marina propose la demolizione definitiva della torre, considerata un rudere privo di utilità strategica. Tuttavia, grazie all’intervento dell’Ispettore ai Monumenti Ubaldo Mazzini, che presentò un formale esposto al Ministero della Pubblica Istruzione, l’abbattimento fu scongiurato. Al contrario, si decise di riconvertire la torre in faro di segnalazione marittima, preservandone così la struttura storica. Tra il 1976 e il 1980, la torre fu oggetto di un importante intervento di restauro e consolidamento, con lavori mirati alla stabilizzazione delle mura perimetrali e al recupero dell’integrità architettonica del manufatto. Oggi, la torre non è accessibile al pubblico in forma diretta, ma può essere ammirata durante le escursioni in barca.

La Batteria Schenello

La Batteria Schenello è una delle numerose installazioni difensive disseminate sull’isola Palmaria e rappresenta un elemento rilevante all’interno del complesso sistema di fortificazioni costiere sviluppato tra il XIX e il XX secolo. Situata nella parte orientale dell’isola, in una posizione leggermente arretrata rispetto alla costa, la batteria fu costruita con lo scopo di fornire copertura alle rotte navali e protezione indiretta al Golfo della Spezia.

Essa veniva utilizzata per il posizionamento di artiglieria leggera e media, concepita per difendere contro eventuali sbarchi nemici o incursioni dal mare. Il nome “Schenello” deriva con ogni probabilità da un toponimo preesistente o da un termine militare in uso nell’epoca di costruzione. La sua collocazione strategica, tra vegetazione e rilievi collinari, garantiva mimetismo naturale, riducendo il rischio di essere individuata facilmente dalle forze nemiche. Inoltre, era ben collegata ai principali sentieri interni dell’isola, permettendo un rapido rifornimento e spostamento di truppe tra le varie postazioni difensive.

Struttura architettonica

La Batteria Schenello si distingue per una struttura sobria ma funzionale, tipica delle installazioni militari minori dell’epoca. Presenta un impianto semi-interrato. I locali interni, seppur ridotti nelle dimensioni, erano destinati a ospitare le munizioni, l’equipaggiamento e le guarnigioni, offrendo un rifugio sicuro anche in caso di bombardamenti. Dopo la dismissione delle funzioni belliche, avvenuta nella seconda metà del Novecento, la batteria è stata progressivamente inglobata dalla vegetazione mediterranea, il che ne ha limitato l’accessibilità ed oggi è in stato di abbandono.

L’Orto Botanico dell’Isola Palmaria

L’Orto Botanico dell’isola Palmaria rappresenta una preziosa iniziativa di conservazione e studio della flora mediterranea, inserita armoniosamente all’interno del contesto paesaggistico e naturalistico dell’arcipelago spezzino. Situato nella parte occidentale dell’isola, l’orto è stato istituito con l’obiettivo di raccogliere, catalogare e preservare le specie vegetali autoctone ed endemiche dell’ecosistema isolano. La creazione dell’orto rientra nel più ampio programma di tutela ambientale promosso dal Parco Naturale Regionale di Porto Venere, che ha riconosciuto nell’isola un’area di elevato valore ecologico.

Oltre alla funzione di conservazione, l’orto ha anche uno scopo didattico e scientifico, fornendo uno spazio di osservazione per studenti, botanici e visitatori interessati alla conoscenza delle specie vegetali tipiche della macchia mediterranea. Tra le piante presenti si annoverano specie rare come la Centaurea cineraria veneris, il fiordaliso delle scogliere, nonché numerose varietà di timo, elicriso e orchidee selvatiche.

Valore Scientifico ed educativo

L’Orto Botanico consente l’osservazione diretta delle dinamiche ecologiche, come la successione vegetale, l’adattamento delle piante alle condizioni insulari e le interazioni tra flora e fauna. La segnaletica didattica e pannelli esplicativi illustrano le caratteristiche botaniche delle diverse specie che si incontrano lungo i sentieri di questo lato dell’isola Palmaria.

Personaggi storici legati all’isola Palmaria

Il più noto tra i personaggi storici legati all’isola è senza dubbio San Venerio, eremita e monaco cristiano, nato secondo la tradizione proprio sulla Palmaria intorno all’anno 560. Dopo aver condotto parte della sua vita religiosa sull’isola, si trasferì sull’isola del Tino, dove divenne abate e successivamente santo patrono dei fanalisti e dei marinai. La sua figura è ancora oggi molto venerata.

Storico e studioso dell’età moderna, Giuliano Lamorati fu uno dei principali autori che si interessarono della storia religiosa dell’arcipelago spezzino, compresa l’isola Palmaria. A lui si devono importanti testimonianze sulla vita di San Venerio e sull’esistenza del monastero di San Giovanni sull’isola.

Come raggiungere l’isola di Palmaria?

Come raggiungere l'isola di Palmaria
Navigazione Golfo dei Poeti

L’isola Palmaria è facilmente raggiungibile esclusivamente via mare. La modalità più comune e comoda è l’utilizzo di battelli di linea o imbarcazioni private in partenza dal vicino borgo di Portovenere, ma esistono anche opzioni stagionali da altri centri del Golfo della Spezia. Si consiglia di verificare sempre gli orari aggiornati dei battelli, che possono variare in base alla stagione e alle condizioni meteo-marine. In alta stagione, è consigliabile acquistare i biglietti in anticipo, soprattutto nei fine settimana.

Da Portovenere (collegamento principale)

  • Durata del tragitto: circa 5 minuti
  • Frequenza: corse continue durante la stagione turistica (da aprile a ottobre), meno frequenti in bassa stagione
  • Punto di arrivo sull’isola: Terrizzo, l’unico punto di attracco attrezzato
  • Servizio operato da: battelli locali (Cooperativa Barcaioli o Consorzio Marittimo)

Il collegamento Portovenere–Palmaria è attivo tutto l’anno, sebbene con orari ridotti in inverno. I battelli partono dal molo centrale di Portovenere e impiegano pochissimi minuti per attraversare lo stretto canale che separa l’isola dalla costa. Questo è il mezzo più rapido e pratico per turisti ed escursionisti.

Da La Spezia (collegamenti stagionali)

  • Durata del tragitto: 30–40 minuti
  • Servizio disponibile da aprile a ottobre, spesso con scalo a Portovenere
  • Operatori: Navigazione Golfo dei Poeti

Durante la stagione turistica, è possibile raggiungere l’isola Palmaria anche partendo direttamente da La Spezia, al Molo Italia-Passeggiata Morin. Alcuni di questi collegamenti fanno tappa a Portovenere per arrivare al Terrizzo, mentre altri arrivano direttamente al Pozzale.

In barca privata o taxi boat

È consentito l’accesso via mare con imbarcazioni private, ormeggiando presso i piccoli pontili o in rada nelle zone consentite. Sono attivi anche servizi di taxi boat privati, specialmente nei mesi estivi, con partenze da Portovenere, Lerici o La Spezia.

Le caprette dell’isola

caprette isola palmaria
Onaf

Uno degli elementi più peculiari e caratteristici dell’isola Palmaria è la presenza delle caprette selvatiche, diventate nel tempo parte integrante del paesaggio e dell’immaginario collettivo legato all’isola. Questi animali, apparentemente fuori contesto in un territorio insulare, sono in realtà il risultato di un’insolita coabitazione tra fauna introdotta e ambiente mediterraneo. Le caprette dell’isola Palmaria non sono autoctone, ma furono introdotte decenni fa per scopi diversi, probabilmente come animali da pascolo o per esigenze legate alla presenza umana militare o agricola. Con il passare del tempo, gli animali si sono inselvatichiti, adattandosi progressivamente alla vita autonoma in un ambiente selvaggio e roccioso.

Oggi, la popolazione delle caprette è totalmente libera, e gli esemplari si possono incontrare durante le escursioni lungo i sentieri o nei pressi delle antiche cave, delle zone boschive e delle alture, persino nelle spiagge. Periodicamente si è discusso della possibilità di ridurre la popolazione caprina, le caprette della Palmaria sono ormai percepite come una “presenza simbolica”, un tratto distintivo che contribuisce all’identità visiva e culturale dell’isola.

Cose da vedere all’isola Palmaria immagini

Libri per approfondire

Cinque Terre. Porto Venere. Isola Palmaria. Guida e carta dei sentieri

Isola Palmaria mappa

Isola Palmaria mappa

Sentieri isola Palmaria

Isola Palmaria mappa sentieri
Navigazione Golfo dei Poeti

Portovenere Meteo isola Palmaria


Meteo Portovenere

Uffici di informazioni turistiche più vicini

Proloco di Portovenere, Piazza G. Bastreri, 7.

Orari di apertura
Primavera-Estate
10.00-12.00
15.00-19.00
Tutti i giorni

Autunno-Inverno
10:00-12:00
15:00-18:00
Chiuso il mercoledì

IAT – Ufficio Turismo La Spezia Via del Prione 243

Telefono
0187026152
E-mail
infocenterlia@comune.sp.it

Tourist Info Point Molo Italia – Passeggiata Morin. Situato di fronte alla Guardia Costiera e vicino all’imbarco traghetti per l’isola Palmaria