Massa sorge tra le Alpi Apuane e il Mar Tirreno. Il suo centro storico è dominato dalla rocca dei Malaspina, un antico castello che si erge in posizione panoramica. Ecco le cose da vedere a Massa e la sua storia.
Massa
La parte più antica del centro storico di Massa si sviluppa all’interno delle mura, costruite in due fasi distinte tra il XV e il XVI secolo. Tuttavia, il centro ospita anche edifici moderni, testimoni del recente passato, tra cui palazzi risalenti all’epoca fascista e al periodo del Modernismo. Situata alla fine della valle del fiume Frigido, Massa è circondata da antichi borghi in pietra e si trova a pochi chilometri da lunghe spiagge sabbiose.
La storia di Massa

Le origini della città di Massa affondano in un passato molto remoto. Il territorio era abitato già nel Paleolitico, come dimostrano i ritrovamenti archeologici di tombe contenenti armi e corredi funerari. I primi insediamenti stabili furono opera dei Liguri Apuani, che si stabilirono nelle aree montane alle spalle dell’attuale Massa, dando vita a centri da cui ebbero origine borghi come Bergiola, Mirteto, Forno e Resceto.
In seguito, o forse contemporaneamente alla deportazione dei Liguri Apuani nel Sannio, imposta dai Romani come unico mezzo per sconfiggerli, sorse un primo insediamento romano noto come Tabernas Frigidas. Questo nome, riportato nella Tavola Peutingeriana, indicava probabilmente una stazione di sosta. La prima menzione ufficiale di Massa in documenti scritti risale invece all’882, quando viene citata come Massa prope Frigidum.
Epoca romana
Con la dominazione romana si ebbe un primo e significativo sviluppo della città di Massa. Si aprì la via Emilia Scauri nel 109. Essa collegava il centro di Massa con la fiorente colonia di Luni, dal cui porto fluviale partiva il prezioso marmo delle Alpi Apuane alla volta di Roma. Lungo l’Emilia Scauri sorse la citata mansio Taberna Frigida, corrispondente all’attuale San Leonardo al Frigido.
Un ritrovamento importante, che testimonia come anche l’attuale centro di Massa sia stato un insediamento romano, è rappresentato dalle fornaci di Piazza Mercurio. Durante lavori di ripavimentazione effettuati nel 2012 vennero alla luce due fornaci di epoca romana, i resti di un muro e di un contrafforte, manufatti, due vasche per la lavorazione dell’argilla, anfore e monete romane.
L’Alto Medioevo

Con la fine dell’Impero romano, tutto il territorio dalla costa fino all’alta Lunigiana divenne preda di gruppi di barbari che attuavano scorrerie e razzie. La zona intorno a Luni iniziò a impaludarsi, il suo porto fu inghiottito dalla sabbia di riporto del fiume Magra. Dopo il dominio dei Longobardi, il territorio di Massa divenne feudo della stirpe di origine longobarda degli Obertenghi. Questi signori furono molto importanti poiché costruirono il primo nucleo di quello che diventerà il castello malaspiniano. Nello stesso periodo, gli abitati sparsi lungo il fiume Frigido presero il nome di Massa. Ma ben presto i vescovi di Luni, dai quali derivò il nome di Massa Lunense, ottennero il potere in tutta questa zona.
Il Medioevo
Il territorio di Massa fu al centro delle lotte di potere tra Lucca, Pisa e il vescovo di Luni, con Lucca che riuscì a imporsi dopo l’anno Mille. Durante il dominio lucchese, Massa visse un lungo periodo di tranquillità e prosperità, favorito dallo sviluppo dell’economia locale. Tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, i principali centri del territorio, tra cui Antona, Mirteto e Bagnara, si unirono con l’obiettivo di governare autonomamente e ottenere l’indipendenza.
Tuttavia, il tentativo di creare un vero comune fallì e, nel 1441, i borghi decisero di affidarsi alla protezione dei Malaspina di Fosdinovo, scegliendo come signore Antonio Alberico I Malaspina. Va ricordato che Massa era già legata all’influenza dei Malaspina fin dal 1355, quando faceva parte del feudo diviso tra i membri di questa nobile casata.
I Malaspina

Il marchese Antonio Alberico I Malaspina, in qualità di alleato dei fiorentini, aveva occupato i territori di Carrara e Massa, sottraendoli ai lucchesi, già negli anni precedenti. Ma con l’annessione formale del dicembre 1441, Antonio Alberico divenne il primo Signore di Massa, titolo che aggiunse a quello di Marchese di Fosdinovo. Iniziò così la signoria familiare dei Malaspina che ebbe il governo di Massa per oltre un secolo, periodo in cui l’abitato fu completamente trasformato. Infatti, i Malaspina furono autori di una politica innovativa, lontana dagli schemi dei regimi feudali.
Il suo successore, il figlio Giacomo I, fece costruire la chiesa conventuale di San Francesco e, nel 1473, inglobò anche Carrara che, da allora, fu coinvolta indissolubilmente nelle vicende di Massa. Suo figlio Antonio Alberico II fu marchese di Massa e signore di Carrara. Per mancanza di eredi maschi e per la morte della primogenita, nel 1481 a lui seguì la secondogenita Ricciarda I. Nonostante la sua situazione precaria, la nuova signora si rivelò invece una donna straordinariamente forte e intelligente. Nel 1520 sposò Lorenzo Cybo, cugino di papa Leone X e nipote di papa Innocenzo VIII e di Lorenzo il Magnifico, unendo il casato dei Malaspina con quello dell’illustre dinastia di origine genovese. Questo matrimonio, per Massa, significò anche la protezione di Genova e della Curia romana.
I Cybo-Malaspina

Il loro figlio Alberico I Cybo-Malaspina ereditò la signoria alla morte della madre, avvenuta nel 1553. Egli fu autore di una politica progressista che fu straordinariamente positiva per la corte massese e il territorio. Alberico I, che fu detto Principe di Massa, diede un nuovo volto a Carrara ma soprattutto a Massa, che passò dall’essere poco più di un borgo a una città dotata di riconoscimento imperiale. A cavallo tra il Cinque e il Seicento fece erigere una possente cerchia muraria e il Palazzo Ducale dove si insediò la sua corte, abbellì il centro con fontane, porte monumentali e palazzi adornati dal prezioso marmo locale.
Sotto i governi dei successori dei Cybo-Malaspina, che seppero imparentarsi con le casate nobiliari più importanti d’Italia come i Pamphili, i Gonzaga e gli Este, Massa visse periodi alterni di benessere e di insuccessi. L’ultima esponente effettivamente regnante dei Cybo-Malaspina fu Maria Beatrice d’Este (1750-1829). Duchessa di Massa e principessa di Carrara molto amata, ella fu la decima ed ultima sovrana indipendente del territorio apuano. Il figlio Francesco IV d’Austria-Este inglobò Massa nel Ducato di Modena e Reggio, attribuendole il titolo di “Massa ducale“.
Cose da vedere a Massa
Ecco le cose da vedere a Massa e nei suoi immediati dintorni.
Il Duomo di Massa

Entrando nel centro storico di Massa dalla porta dell’Arco del Salvatore, incontriamo subito una delle cose da vedere a Massa, il suo Duomo. La cattedrale è intitolata ai Santi Pietro e Francesco. La prima menzione relativa all’edificio di culto più importante della città risale al 1477. Nel corso del Cinque e del Seicento fu scelto come luogo di sepoltura della famiglia Cybo-Malaspina, a cui si deve gran parte degli abbellimenti e delle opere d’arta sacra ivi contenute. Il Duomo, che si presenta in posizione dominante al culmine di una scalinata bianca, è caratterizzato da uno stile barocco e neoclassico.
L’interno presenta marmi policromi, un monumentale altare maggiore, i due altari del transetto con le due tele di fine Seicento che raffigurano l’Immacolata e la Trinità in gloria e santi. La cappella Cybo-Malaspina mostra uno stile barocco romano. Tra le opere scultoree e pittoriche ricordiamo il crocifisso ligneo del XIII secolo, il seicentesco altare in marmo della “Madonna del Rosario” e la Cappella del SS. Sacramento che conserva un frammento di affresco del Pinturicchio e una Natività in terracotta. E poi ancora le sepolture cinquecentesche di Lorenzo Cybo ed Eleonora Malaspina, quella di Alberico I, il fonte battesimale del XV secolo.
Le altre chiese

La chiesa di santa Chiara risale alla metà del Cinquento. Fu costruita originariamente come convento in cui si ritirarono molte nobili della casata Cybo-Malaspina. Essa si trova sotto il castello dei Malaspina e conserva il cosiddetto Presepe Meccanico della Rocca che riproduce il paesaggio della Palestina. In piazza Mercurio ci imbattiamo nella bella chiesa di San Giovanni Decollato con facciata in stile barocco, lo stesso che ritroviamo all’interno, soprattutto nella composizione dei due altari.
Appena fuori le mura ricordiamo la chiesa della Madonna della Misericordia, voluta da Carlo I Cybo-Malaspina nel corso del Seicento. Dotato di imponente cupola, l’edificio si presenta in stile tardo-manierista e conserva l’opera “Madonna della Neve” di Domenico Fiasella. La chiesa della Madonna del Monte, a sud del centro storico, è una delle più antiche chiese di Massa. Essa risale alla fine del XVI secolo, ma il suo nucleo originario è rappresentato dall’antica cappella “del Prado” di metà Trecento.
Palazzo Ducale

Tra le cose da vedere a Massa, Palazzo Ducale spicca nel centro storico per la sua mole e per la bella facciata color rosso Cybeo. Voluto da Alberico I Cybo-Malaspina nel 1563 come nuova sede per la sua corte, fu successivamente ampliato verso piazza Aranci e modificato fino ad assumere l’aspetto attuale. Tutto l’impianto mostra uno stile barocco con portali marmorei e finestre circondate da stucchi bianchi.
L’interno presenta un cortile e ariosi loggiati. Dalla scalinata principale si accede al piano nobile con il Salone degli Svizzeri, il Salone della Resistenza e il Salone degli Stucchi. In Palazzo Ducale ha sede la Prefettura e dei suoi locali ne fanno parte la Cappella Ducale, riccamente affrescata, e l’Alcova Ducale. Attrazione del tutto particolare del palazzo è la Grotta di Nettuno, situata nel cortile.

Grotta di Nettuno
Tra le cose da vedere a Massa, imperdibile è la Grotta di Nettuno. Si tratta di un ninfeo di origine seicentesca, situato nel Palazzo Ducale di Massa che riproduce un ambiente roccioso, riccamente decorato in ogni sua minima parte. Affreschi, sculture, stucchi, marmi si confondono con le concrezioni calcaree artificiali. La grotta fu voluta a fine Seicento da Teresa Pamphilj, consorte del duca Carlo II Cybo-Malaspina.
Il suggestivo ambiente presenta volte ribassate a crociera che poggiano su colonne doriche, eccezionalmente decorate, sirene in stucco, mosaici e affreschi, erme con vasi colmi di frutta, satiri e infine la grande statua di Nettuno sulle onde e tre delfini in marmo. Le due porte presenti nell’ambiente danno accesso alla Biblioteca Ducale e a quello che fu il Teatro ducale di cui il palazzo disponeva anticamente per il divertimento della corte.

Altri palazzi storici di Massa
Palazzo di Pompeo Guerra si trova in Piazza Mercurio e risale al XVII secolo. Si tratta di una dimora nobile con giardino e agrumeto. Dietro Piazza Mercurio, all’inzio di via Piastronata, troviamo il Palazzo Maggesi che reca ancora sulla facciata lo stemma di famiglia, uno dei pochi esempi rimasti delle decorazioni della Massa picta. Con questa espressione si indica il complesso delle nuove facciate dei palazzi a decorazioni policrome, volute nel Cinquecento da Alberico Malaspina.

Il Palazzo Vescovile è datato al XVII secolo, originariamente pensato come dimora per i figli cadetti della dinastia cybea, poi trasformato in residenza del vescovo a partire dagli anni Venti dell’Ottocento. All’interno spicca il cortile barocco con loggiato. Ora è sede del Museo diocesano. In via Dante Alighieri da ammirare in tutto il suo splendore il Palazzo Chiappe o della Scienze di fine XIX secolo.
Castello Malaspiniano

Simbolo della città e tra le cose da vedere a Massa assolutamente, il Castello malaspiniano domina dall’alto il centro storico con la imponente e severa mole. Di origine medievale, il suo nucleo originario era già presente prima dell’anno Mille come sede della famiglia feudale degli Obertenghi. Successivamente fu al centro delle lotte di potere tra Lucca, Pisa e Genova. Nel Trecento passò sotto il signore di Lucca, Castruccio Castracani. Egli apportò le prime modifiche al castello, facendo erigere il mastio centrale, nuove torri, il ponte levatoio e nuove mura.
Con il passaggio di governo alla dinastia Malaspina prima e Cybo-Malaspina poi, il castello divenne l’imponente rocca difensiva che possiamo ammirare ancor oggi. Queste casate, infatti, vi aggiunsero il cortile rinascimentale e l’elegante palazzo rinascimentale, che fu residenza dei Malaspina e della loro corte fino al trasferimento nel Palazzo Ducale. L’odierna cinta muraria, con i suoi possenti baluardi, risale invece al Cinquecento. Il Castello Malaspina è raggiungibile salendo la Via del Forte.
Villa la Rinchiostra

A sud del centro storico, nei pressi della stazione ferroviaria, andiamo a scoprire Villa la Rinchiostra, attualmente un centro per mostre temporanee ed eventi. La dimora fu originariamente concepita come casino di caccia e, nel Seicento, trasformata poi in villa per la con giardino per la villeggiatura dei Cybo-Malaspina. Purtroppo, oggi del complesso originario abbiamo solo quattro fontane e il parco caratterizzato dalla presenza di lecci, cedri del Libano, magnolie, eucalipti, aranci.
La villa vera e propria fu progettata per riprendere i fasti di Palazzo Ducale e, sia l’esterno che l’interno, mostra marmi e stucchi, loggiati con abbondante uso di colonne e portali marmorei. La Rinchiostra è anche sede del Museo civico Raccolta “Gigi Guadagnucci” che espone una quarantina di opere in marmo lavorate dal famoso scultore massese.
Le piazze di Massa

Passeggiando tra le vie del centro, tra le cose da vedere a Massa, non possono mancare le sue bellissime piazze. La già citata Piazza Aranci, dominata dal Palazzo Ducale, è un vasto slargo, al cui centro campeggia l’obelisco con fontane. Sotto la pavimentazione si trovano i resti dell’Oratorio di San Sebastiano e della Collegiata di San Pietro, demoliti a inizio Ottocento per far spazio alla piazza che prende il nome dagli alberi di aranci collocati ai suoi lati.
La più piccola Piazza Mercurio è separata dalla precedente tramite il Palazzo Ducale e deriva il nome dalla statua di Mercurio, dio romano dei commerci, del guadagno, ma anche dei ladri e dei viaggiatori. La piazza fu voluta da Alberico I Cybo-Malaspina nel 1566. Su di essa affacciano alcuni palazzi rinascimentali a facciata colorata, la già citata chiesa di San Giovanni Decollato, il vecchio palazzo comunale, il palazzo Bourdillon e il palazzo Colombini con la Biblioteca civica. Dopo, seguendo via Alberica, troviamo Piazza Martana con l’omonima porta e il rifugio antiaereo della Seconda guerra mondiale, recentemente aperto al pubblico.
Sotto Piazza degli Aranci: la grande chiesa scomparsa
I lavori di riqualificazione di Piazza degli Aranci, eseguiti tra il 2011 e il 2012, hanno permesso di riportare alla luce i resti dell’Oratorio di San Sebastiano e della grande Collegiata di San Pietro. La demolizione della collegiata risale all’anno 1807, voluta da Felice Baciocchi, duca consorte di Massa e principe consorte di Carrara e granduca consorte di Toscana, in quanto marito di Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone. L’oratorio fu invece distrutto dai bombarmenti alleati nel febbraio 1945. Nel settore occidentale e meridionale della piazza sono emersi i resti della grande chiesa di San Pietro, un imponente edificio a tre navate, lungo oltre 50 metri, al tempo senz’altro la più importante chiesa di Massa. Dalla documentazione d’archivio, sappiamo che la chiesa, già esistente in età medievale come pieve, subì importanti interventi nel corso del Cinquecento, crollò nel 1671, fu ricostruita nello stesso luogo tra il 1697 e il 1701.
Gli scavi hanno confermato come la struttura dell’edificio, demolito definitivamente nel corso del secondo decennio dell’Ottocento, fosse il risultato di una vicenda architettonica assai complessa e travagliata. Lo scavo aperto nell’area sud-occidentale della piazza ha permesso di “rivedere” i resti della chiesa in corrispondenza dell’altare di San Carlo, dove le strutture dell’ultima ricostruzione si reimpostavano su quelle del XVI secolo. Inoltre, lo scavo ha riportato alla luce le rovine di due edifici più antichi, probabilmente annessi alla pieve di San Pietro in epoca tardo medievale. Dell’oratorio di San Sebastiano, eretto nel XV secolo e ristrutturato tra il 1727 e il 1750, sono tornati alla luce una porzione della facciata e un tratto del lato meridionale. Le due chiese di San Sebastiano e di San Pietro hanno rappresentato il cuore religioso della città per tutta l’età moderna.
I musei della città

In uno dei palazzi più prestigiosi voluti da Alberico I Cybo Malaspina, in via Alberica, il Museo Diocesano espone ciclicamente una collezione di opere d’arte sacra, i tesori del Duomo e altri manufatti provenienti da tutta la diocesi per narrare la storia artistica e religiosa della città. La raccolta vanta il trittico del pittore Bernardino del Castelletto, opere di Jacopo della Quercia, Felice Palma, Agostino Ghirlanda, Domenico Fiasella.
Oltre al Museo “Gigi Guadagnucci” a Villa Rinchiostra di cui abbiamo già parlato, abbiamo il Museo Etnologico delle Apuane Luigi Bonacoscia, nei pressi dello stadio. Si tratta di una eterogenea raccolta di attrezzi, manufatti, oggetti che testimoniano la vita quotidiana e la cultura popolare di questo territorio, stretto tra la montagna e il mare. Il museo rappresenta una delle esposizioni del genere più ricche della Toscana e comprende ben 32 sezioni. Degli oltre 10.000 reperti, ne sono esposti circa 8.000.
Libri per approfondire
Storia illustrata di Massa. Ediz. illustrata
Cose da vedere a Massa immagini
Video cose da vedere a Massa
Massa meteo
Meteo Massa
Mappa Massa
Uffici di informazioni turistiche a Massa
- Ufficio IAT Palazzo Comunale (atrio), Via Porta Fabbrica, 1. Tel. +39 0585 490561. Email: infoturismo@comune.massa.ms.it. Aperto tutto l’anno, dal lunedì al venerdì: 9.00-12.00
- Ufficio IAT Villa Cuturi (ex sede APT), Lungomare Vespucci, 24 Marina di Massa (MS). Tel: 0585-240063. Email: infoturismo@comune.massa.ms.it