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Cose da vedere a Montemarcello e la sua storia

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Il paese di Montemarcello è una frazione del comune di Ameglia e sorge sul promontorio del Caprione e alle pendici del Monte Murlo. Fa parte del circuito de I Borghi più Belli d’Italia. ecco le cose da vedere a Montemarcello e la sua storia.

Etimologia e geografia

Il nome di Montemarcello deriva da Mons Marcelli di epoca romana. Il nome fu probabilmente attribuito in seguito alla vittoria sui Liguri Apuani del console Marco Claudio Marcello nel 155 a.C.

Il paese di Montemarcello sorge a 266 metri di altitudine sulla cima del promontorio del Caprione e alle pendici del Monte Murlo. Immerso nel cuore del Parco regionale di Montemarcello-Magra-Vara, il borgo offre magnifiche viste panoramiche su due versanti, sia sulla Val di Magra, le Alpi Apuane e il Mar Tirreno sia sul Golfo dei Poeti con le sue isole.

La storia di Montemarcello

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Il territorio di Montemarcello fu probabilmente frequentato in epoca remota. Anche se non abbiamo ritrovamenti diretti in zona, lo testimonierebbero le punte di freccia di selce rinvenute sul vicino Monte Rocchetta e l’ascia di giadeite trovata a Punta Corvo. D’altra parte, il promontorio del Caprione è interessato dalla presenza di menhir e strutture misteriose come i cavanei che rimandano a luoghi sacri megalitici di tempi antichissimi.

Inoltre, la vicina necropoli di Cafaggio ci indica che attorno al V secolo a.C., in queste zone, la presenza umana era organizzata in insediamenti, legati tra loro da un florido commercio. Fu sicuramente frequentato dai Liguri Apuani che, alle pendici del Caprione, combatterono vittoriosamente contro i Romani.

L’epoca romana

Più consistenti le tracce di epoca romana, ravvisabili già nel nome di Montemarcello. Inoltre, il borgo mostra una chiara impronta romana nella sua struttura. Le vie ad angolo retto richiamano, infatti, la tipica struttura di un accampamento militare (“castrum”). Montemarcello è l’unico esempio di questo tipo tra i paesi della Val di Magra.

Il Medioevo

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La prima menzione scritta di Mons Marcelli risale al 1286, in un documento del vescovo di Luni Enrico da Fucecchio, nel quale si stabiliva la costruzione di opere difensive per rendere più robusto il controllo del territorio. Inserito nell’orbita delle vicende di Ameglia, Montemarcello nel 1327 entrò a far parte della neonata podesteria di Ameglia, voluta dal signore Castruccio Castracani di Lucca.

Nel corso del Quattrocento, il borgo divenne possedimento della Repubblica di Genova. Nel 1474 iniziano i lavori per la costruzione della primitiva chiesa. Qualche anno più tardi, il Senato di Genova concesse al borgo di erigere una nuova cinta muraria. Nel 1487 Montemarcello fu coinvolto nella guerra tra Genova e Firenze, le cui truppe incendiarono l’abitato.

Epoca moderna e contemporanea

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Dal Cinquecento al Settecento, il territorio fu soggetto al dominio dei signori Malaspina. Durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, l’area strategica di Montemarcello fu interessata dalla costruzione di batterie militari e bunker che ancor oggi ne costellano gli immediati dintorni.

Il 13 dicembre 1944 Montemarcello fu gravemente colpito dalle bombe sganciate da aerei americani, probabilmente destinate alla batteria Domenico Chiodo, ma cadute per errore sul paese. Le vittime furono 35 e nel luogo esatto in cui caddero le bombe, le rovine degli edifici colpiti e crollati furono reimpiegate per costruire piazza XIII Dicembre.

Cose da vedere a Montemarcello

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Ecco le cose da vedere a Montemarcello paese e negli immediati dintorni.

Chiesa parrocchiale di San Pietro

La chiesa di San Pietro sorge all’imbocco occidentale di Montemarcello. Il nucleo originario fu costruito per volontà del Senato di Genova nel 1474, poi rimaneggiato e ampliato tra il 1643 e il 1683, quando si aggiunse anche il campanile. Della prima epoca si può vedere l’originale portale murato nella facciata laterale destra. La facciata presenta una nicchia sopra il portale che ospita la statua in marmo di San Pietro e vari stili architettonici che indicano che la sua realizzazione è avvenuta in fasi temporali distinte.

Gli interni conservano decorazioni pittoriche, il pavimento in marmo di Carrara, volte e lunette con decorazioni a temi floreali e geometrici. Le due cappelle laterali rappresentano le parti originarie della primitiva chiesa quattrocentesca. La cappella sinistra era il presbiterio, quella di destra costituiva l’ingresso.

Chiesa parrocchiale di San Pietro
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Opere d’arte

La chiesa di San Pietro di Montemarcello conserva, nella cappella sinistra, un trittico del Quattrocento raffigurante la Vergine del Rosario fra i Santi Pietro e Giovanni Battista attribuita a Pietro da Talada, l’altare quattrocentesco in marmo, un altorilievo marmoreo del 1529 di Domenico Gar, raffigurante il Volto Santo fra i Santi Rocco e Sebastiano.

La cappella di destra comprende un altare del 1777, il fonte battesimale in marmo del 1602. Il pulpito del 1769 è opera dei maestri carrarini Bernardo e Giuseppe Mezzana. L’altare maggiore in marmo del 1716 è invece opera di Agostino Mezzana, modificato in seguito con l’aggiunta del baldacchino dorato a fine secolo. Il coro in noce risale agli anni Venti del Settecento

Torre e porta del borgo

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Come abbiamo visto, la cinta muraria del borgo di Montemarcello fu eretta nel corso del Medioevo e durante il Quattrocento, epoca a cui risale anche la porta di via delle Mura. Essa rappresenta una delle cose da vedere a Montemarcello anche se di proprietà privata.

Isolata a nord del paese, e oggi facente parte di un’abitazione privata, la torre circolare di Montemarcello risale probabilmente al XIII secolo. Infatti, nel 1286 il vescovo Luni Enrico da Fucecchio diede l’ordine di erigere alcune strutture difensive sul Caprione, tra cui la torre circolare. In ottimo stato di conservazione, è visibile dall’esterno, al termine di via Nuova, prima del cancello della villa.

La storia della baronessa Boron

Una targa posta nel borgo di Montemarcello reca il nome di Marion Barton Muzi Falconia ricordo della baronessa che tanto amò questi luoghi“. figlia di un ambasciatore, l’inglese Marion Barton negli anni Cinquanta era solita trascorrere le vacanze estive a Lerici, ospite di amici. Questi amici le fecero conoscere Montemarcello e la donna se ne innamorò, tanto da decidere di trasferirvisi con la famiglia. Acquistò diverse proprietà, tra cui la villa con la torre circolare e iniziò a restaurarla, salvandola da rovina certa. Marion aveva sposato il barone romano Filippo Muzi Falcone, ambasciatore e console italiano in Etiopia. Ebbero tre figli: Alessandro, Marcantonio e Livio. Lo stemma della famiglia compare al cancello della villa con torre: una statua che rappresenta un romano con la mano destra mancante, mentre la mano sinistra è abnorme rispetto al corpo. Si dice che la casata Muzi discendesse da Muzio Scevola, mitico guerriere del VI secolo a.C. e protagonista di una nota leggenda dalla quale deriva l’espressione “Mettere la mano sul fuoco”. Da tale leggenda deriverebbe il significato dello stemma della famiglia.

Sembra che la baronessa Marion abbia avuto una relazione extraconiugale mentre la famiglia si trovava in Abissinia. Il marito Filippo, dalla gelosia, si sparò un colpo di pistola, ma sopravvisse. L’episodio fu camuffato, facendolo passare come incidente nella guerra d’Etiopia. Ma, a questo punto, subentra la leggenda perché pare che a Montemarcello nessuno abbia più visto né il figlio Alessandro (si dice sia morto in giovane età), né la baronessa Marion. Sembra che nel cimitero del paese esistano le loro tombe, anche se anonime.

Piazza XIII Dicembre

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Cuore di Montemarcello, Piazza XIII Dicembre è il luogo in cui si svolgono le manifestazioni e gli eventi, soprattutto estivi. Ma, quello che oggi è un ampio spazio aperto fra le caratteristiche case del paese, un tempo era occupato da un dedalo di viuzze che si snodavano tra antiche abitazioni. La storia della piazza è scritta nel suo nome, che deriva da un tragico evento che colpì il borgo durante la Seconda guerra mondiale.

Il 13 dicembre 1944 le bombe degli aerei americani, forse sganciate per colpire la vicina batteria Domenico Chiodo, caddero per errore sul paese. La violenta esplosione fece crollare alcuni edifici e persero la vita 35 persone, molte delle quali avevano pensato di trovare rifugio sotto una volta in pietra che sovrastava le strette vie. La piazza di Montemarcello, oggi così suggestiva e pittoresca, sorge proprio sulle macerie delle case distrutte in quel bombardamento.

I belvederi

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Il paese di Montemarcello è caratterizzato di numerosi punti panoramici e belvederi che consentono di ammirare panorami di ampio respiro sul mare, sul Golfo dei Poeti e le sue isole. Il primo si trova direttamente in paese ed è uno stretto vicolo ai piedi di un’abitazione, appena dietro piazza XIII Dicembre.

Uno dei più famosi belvedere di Montemarcello si trova sotto l’abitato e lo si raggiunge con una passeggiata in via De Marchi Don Calisto. Questa via pedonale pavimentata attraversa antiche case, villini e case di campagna tra giardini e orti in un contesto paesaggistico davvero suggestivo. Si giunge a un balzo roccioso, immerso nella macchia mediterranea, che è stato attrezzato per ammirare il panorama. Da qui inizia il sentiero 436 per Punta Corvo e il sentiero 444 per Bocca di Magra.

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Batteria Domenico Chiodo

Poco lontano dal punto panoramico di Punta Corvo sorgono i resti ben conservati della batteria Domenico Chiodo, una postazione militare che fu realizzata nel 1910 per colpire le navi nemiche in avvicinamento al golfo. Con l’inizio della Seconda guerra mondiale fu riconvertita con funzione anti aerea e, per l’occasione, furono realizzati i corridoi sotterranei che portavano alle postazioni di artiglieria sul versante esposto sul mare. Dall’ottobre 1944 servì da supporto per la difesa della Linea Gotica.

La batteria è composta da una lunga galleria che un tempo terminava alle estremità con due torrette, e altri edifici che servivano per il personale e l’alloggiamento di armi e munizioni. La batteria Domenico Chiodo è raggiungibile con la breve strada del Fortino e, sotto essa, si trova un altro punto panoramico attrezzato con panchine e tavoli in legno.

Batteria Domenico Chiodo
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Batteria Dante De Lutti

Tra le cose da vedere a Montemarcello, sopra la falesia di Punta bianca, sorgono le rovine della Batteria Dante De Lutti, con affaccio sul mare. E’ composta da diverse strutture abbandonate ed è in parte visitabile all’interno (con attenzione!). La batteria risale agli anni Venti del Novecento, quando fu costruita come strategica postazione difensiva alla Milizia Marittima di Artiglieria. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, passò ai tedeschi che la modificarono con le coperture in cemento armato che tuttora caratterizzano la batteria. Esse dovevano servire a rendere invisibili e proteggere i cannoni in funzione anti alleata.

Oltre al corpo principale, tutto intorno si trovano altre strutture più piccole e bunker. Ricordiamo anche l’antro artificiale in cui il 26 marzo 1944 furono fucilati dai nazisti 15 soldati italo americani della missione Gynny, come riporta una targa. La batteria Dante De Lutti è raggiungibile facilmente dalla strada che da Bocca di Magra sale a Montemarcello, seguendo l’indicazione Punta Bianca. Dal parcheggio inizia il sentiero per Punta Bianca, lungo il quale, oltre ai magnifici scorci panoramici, incontrerete le varie strutture a corredo della postazione militare.

batteria de lutti
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Orto botanico

Tra le cose da vedere a Montemarcello c’è l’Orto Botanico, che occupa un’ampia zona posta sul Monte Murlo, caratterizzata dalla variegata vegetazione spontanee del promontorio. La zona è visitabile in autonomia, raggiungibile con la strada che si distacca dalla SP 28 in località Gruzza e poi con il sentiero 437.

L’Orto Botanico presenta differenti sezioni con cartelli che indicano le varie specie della macchia mediterranea, poi la querceta, la zona dei pini d’Aleppo, la gariga e le piante di utilizzo popolare. La struttura vera e propria dell’Orto botanico è attualmente chiusa e in stato di abbandono.

Orto botanico
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La Marrana Arte ambientale

Anche la Marrana Arte ambientale è una realtà attualmente chiusa (aggiornamento gennaio 2025). Si tratta dell’iniziativa di Grazia e Gianni Bolongaro con l’obiettivo di contribuire alla diffusione dell’arte contemporanea aprendo angoli nuovi di riflessione. In particolare, la coppia ha creato un punto di ritrovo fuori dai tradizionali punti di incontro, mettendo a disposizione la loro casa privata di Montemarcello, aperta al pubblico in specifiche occasioni.

L’associazione che ne è nata, nel corso degli anni, ha raccolto un consistente numero di opere di arte ambientale, acquisite anche in occasione di esposizioni temporanee di artisti italiani e stranieri.

Montemarcello: cosa fare

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Oltre alle cose da vedere a Montemarcello, il borgo offre numerose esperienze in natura. Data la sua particolare posizione, nel cuore del Parco regionale e alla sommità del promontorio del Caprione, il paese rappresenta un crocevia di numerosi sentieri che attraversano le pendici dalla natura rigogliosa.

Oltre a passeggiare per le vie del paese, gli immediati dintorni offrono numerose possibilità per fare trekking o semplici camminate fino ai punti panoramici sul Golfo dei Poeti.

Escursioni e luoghi naturali

Sono molti i magnifici luoghi naturali che circondano questo piccolo paese immerso nella natura e sospeso sul mare.

Punta Bianca

punta bianca
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Punta Bianca è una falesia a picco sul mare raggiungibile da Bocca di Magra (a piedi o in battello) e da Montemarcello. Il suo nome deriva dal colore prevalente delle rocce calcaree. Questo luogo era già conosciuto in epoca romana, in quanto vi si estraevano i marmi per realizzare elementi architettonici decorativi per gli edifici della vicina colonia di Luni. Tra i marmi di Punta Bianca sono stati trovati numerosi fossili. L’area è caratterizzata da grotte che aumentano il fascino paesaggistico del territorio. Sono circa trenta le cavità naturali che hanno una lunghezza totale di oltre un chilometro.

Punta Bianca è facilmente raggiungibile con il sentiero 434 che parte al termine della strada che si distacca da via della Pace per Montemarcello, nei pressi del Monastero di Santa Croce del Corvo. Il percorso attraversa la macchia mediterranea, offrendo ampi panorami sul mare e la costa. Si fiancheggia le rovine della Batteria Dante De Lutti e si incontrano numerosi punti panoramici segnalati e attrezzati in modo rudimentale.

Attenzione (aggiornamento gennaio 2025): l’area di Punta Bianca è attualmente interdetta per questioni di dissesto idrogeologico.

Punta Corvo

punta corvo
Città della Spezia

Oltre Punta Bianca, dirigendosi verso occidente si trova Punta Corvo, famosa per la sua spiaggia sabbiosa di colore scuro, detta anche “spiaggia nera”. Si tratta di un luogo ancor più selvaggio, privo di qualsiasi servizio, che offre la suggestiva bellezza della natura e del mare, in un paesaggio estremamente verticale. La spiaggia si apre tra le rocce di una costa alta e frastagliata. Presenta a una estremità la sorgente del Crõ.

Al tempo del poeta fiorentino Fazio degli Uberti, vissuto nel Trecento, Punta Corvo era nominata Capo Corvo, così come segnalato nella sua opera “Dittamondo”. Anche Petrarca ne diede menzione nel suo “Itinerario Siriaco”, annotando come l’origine del nome dovesse derivare dal colore delle sue rocce e della spiaggia. Punta Corvo è raggiungibile con il sentiero n. 436 e n. 444, caratterizzato da una scalinata di 700 gradini. Attenzione (aggiornamento gennaio 2025): l’area di Punta Corvo è attualmente interdetta per questioni di dissesto idrogeologico.

Sentieri

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Il territorio è interessato dal passaggio dei seguenti sentieri segnalati:

  • Sentiero n 433 Bocca di Magra – Montemarcello – Lerici. Tempo di percorrenza: 3 ore e 15 minuti. Dislivello: 340 metri. Difficoltà: E.
  • Sentiero n 434 Monastero di Santa Croce – Punta Bianca. Tempo di percorrenza: 30 minuti. Dislivello: 55 metri. Difficoltà: E.
  • Sentiero n 436 Montemarcello – Punta Corvo. Tempo di percorrenza: 1 ora. Dislivello: 260 metri. Difficoltà: E.
  • Sentiero n 437 Orto botanico di Montemarcello. Percorso: La Gruzza – Monte Murlo. Tempo di percorrenza: 15 minuti. Dislivello: 115 metri. Difficoltà: T.

Vedi le chiusure sopra citate.

Monte Murlo e i cavanei

I versanti del Monte Murlo, ma in realtà tutto il Monte Caprione, in particolare nella zona tra Zanego e la Serra, sono caratterizzati dalla presenza di strutture rudimentali antiche, la cui funzione non è ancora del tutto chiara, i cavanei. Il Caprione è costellato da tracce e testimonianze preistoriche, rappresentate da manufatti megalitici legati alla conoscenza del cielo da parte dei popoli antichi. I cavanei sono strutture composte da strati concentrici di pietre a secco e la loro funzione non è ben chiara. Varie sono le ipotesi. Secondo le note del geografo Strabone, i cavanei erano semplicemente le abitazioni dei Liguri “tuguri fatti di pietre contrapposte senza malta”.

Altre ipotesi interpretano i cavanei come una sorta di osservatori del cielo, funzione che troverebbe conferma in un proverbio dialettale locale: “Sè tè vèi déventae n’astronomo come Tolomeo te devi méte a luna drento ar cavanéo” (“Se vuoi diventare un astronomo come Tolomeo devi osservare la luna dentro un cavaneo”). Un altro detto dialettale sembra essere legato a un culto pagano: “ae menà dé cavanei se ghé da i fruti ciù bei” (“Alle Menadi – divinità legate al culto di Bacco – dei cavanei si offrono i frutti migliori”).

Di Monte Murlo si hanno notizie di un castello medievale, distrutto già nel XII secolo.

Prodotti tipici e tradizioni

Tra i piatti e i prodotti tipici di Montemarcello ricordiamo l’acquacotta, una zuppa con pane secco, verdure, uova, carne, le frittelle di baccalà, la mesciua, lo stoccafisso, i tagiain a menestron, una minestra di verdure di stagione e tagliatelle fatte in casa. E ancora i binèi, i fichi, i cui alberi erano un tempo molto più diffusi a Montemarcello, l’olio d’oliva e il formaggio pecorino conservato sott’olio.

Come arrivare Montemarcello

Per arrivare a Montemarcello in auto si utilizza il casello autostradale di Sarzana sull’Autostrada A12. Si imbocca Via del Corso e Via Emiliana fino a SS 1, poi SS432 in direzione di Strada Provinciale 28 a Ameglia. Una volta raggiunta Ameglia si possono percorrere due strade: la strada panoramica del Caprione SP28 oppure la SP29 e SP30 passando dalla località La Ferrara e Bocca di Magra.

In treno, le stazioni ferroviarie più vicine sono a Sarzana (8 km), oppure quelle di Arcola (9 km) e Luni (9 km) dove però i treni fermano raramente (linea Genova-Pisa). Provenendo da Parma, la prima stazione ferroviaria utile è quella di Santo Stefano Magra (14 km). Dalle stazioni si utilizzano gli autobus ATC www.atcesercizio.it o il servizio taxi.

Informazioni utili

La sede del Comune di Ameglia si trova in Via Cafaggio 15, telefono +39 0187 60921. Il Comando di Polizia Locale è sempre in Via Cafaggio 15, telefono 0187 609262-263. L’ufficio di informazione e accoglienza turistica IAT è sito presso la Proloco di Ameglia in Piazza Francesco Sforza, Telefono: 335 6666036.

Cosa vedere nei dintorni Montemarcello

Da vedere nei dintorni di Montemarcello: Ameglia, la necropoli di Cafaggio, Bocca di Magra, Fiumaretta, Lerici e Tellaro, i paesi abbandonati di Barbazzano e Portesone.

Libri per approfondire

Cinque Terre, Val di Vara, Montemarcello. 99 escursioni lungo la costa e nell’entroterra spezzino

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